Cari colleghi e autori potenziali!

La rivista annuale «Hypothekai» include lavori scientifici deidicati alle questioni dello studio, conservazione e popolarizzazione della cultura pedagogica antica nella sua dinamica storica. Sulle pagine della rivista è analizzato un ampio spettro di questioni rilevanti in merito alla comparsa dell’educazione antica e dello svilupo delle pratiche educative in diversi periodi storici.

Vi invitiamo a prendere parte alla creazione della rivista in diversa misura conterrà articoli scientifici, testi originali, traduzioni di lavori stranieri tematici. Questo permette di presentare al lettore un ampio spettro di vedute dei rappresentati di diverse scuole e indirizzi scientifici, e, altresì, di aprire una piattaforma interdisciplinare per le discussioni scientifiche. Il concept di ogni numero si snoda attorno ad un tema dato e ai testi inviatidai potenziali autori potenziali.

Tema del quarto numero “Educazione antica del guerriero” (I materiali e le proposte saranno accettate fino all’11 marzo 2021). Nella cultura greca e romana l’eroismo e le capacità guerriere erano viste come fattori che determinavano che cosa significasse essere un cittadino e, in generale, essere un greco o un romano. La simbologia militare e i “memento” bellici si trovavano dappertutto: sui monumenti e le tombe, sui decori scultorei dei templi e anche nelle sale da pranzo delle case private, dove le armi di attacco e difesa erano appese alle pareti. Anche le stoviglie pregiate erano decorate con scene belliche. Il tema della guerra risuonava a teatro, all’Ecclesia, nei consigli e nei tribunali, nei mercati e ai funerali. L’educazione antica andava di pari passo non solo con l’educazione fisica, ma anche con l’ “educazione alle lettere” che prevedeva lo studio di Omero e di altri poeti che esaltavano il valore militare. La “virtus” latina e la ἀρετή della Grecia antica erano ciò che caratterizzava un uomo e presupponeva il servire lo stato sia a livello civile che militare. Il quarto numero sarà dedicato alla dimensione pedagogica dei conflitti militari, ai temi della page e della guerra nelle tragetie e nelle commedie dei drammaturghi-pedagoghi (Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Terenzio e altri) e anche alle particolarità dell’educazione del leader militare e dell’efebo che ha trovato un riflesso nell’arte, nella cultura materiale e nei testi di genere differente (nei dialoghi di Platone e Senofonte, nei discorsi e nelle lettere di Cicerone, nelle opere di Erodoto e Tucidide, nei testi di Varrone, Onasandro, Giuseppe Flavio, Vegezio e altri).

Tema del quinto numero “Libri di testo nell’Antichità” (I materiali e le proposte saranno accettate fino all’11 marzo 2021). Invitiamo i colleghi a studiare e mostrare che cosa leggessero e imparassero a memoria, che cosa elaborassero, usassero e che cosa insegnassero nell’antica Grecia e a Roma, nell’area di tutta l’antica Ecumene fino al IV secolo D.C. Questo numero del giornale sarà in tre parti: la Parte 1 “Il caso “pedagogisti” comprenderà elaborati che studino libri di testo appositamente compilati: dizionari, grammatiche, dialoghi scolastici e per tutti i giorni, esercizi scritti, raccolte di aforismi, libri di testo scritti per lo studio di questa o quella materia, per esempio i “Principi” di Euclide, la “Matematica utile per comprendere Platone” di Teone di Smirne, o i libri di Vitruvio e Boezio, i manuali di Quintiliano, le memorie d Lucio Ampelio, l’epitome di Sesto Pompeo Festo o l’antologia di Stobeo, i compendi per diverse correnti filosofiche oppure raccolte di opionioni, come le opere di Diogene Laerzio, cospetti per lo studio della retorica, libri di testo di medicina, diritto, geografia, etc. La Parte  2: “Il caso “pedagogia” presterà attenzione ai testi del canone letterario e didattico che erano letti in qualità di libri di testo. Questi ultimi sono comparsi non tanto come libri pedagogici o non solo come componimenti pedagogici, ma il loro ruolo nell’istruzione a volte è più grande di quello dei testi specialistici. Tra i monumenti del secondo gruppo troviamo l’ “Iliade”, l’ “Odissea”, i drammi di Euripide, Plutarco, Virgilio e altri. In questi componimenti non è sempre semplice trovare ciò che li caratterizzi come libri di testo. Uno dei criteri è il fatto che questo o quell’autore elenchi le opere che ha letto durante la propria formazione. Un altro criterio sono i brani di tali opere che si sono conservati nei papiri delle scuole. Gli strumenti di ricerca, ovviamente non si limitano solo a questi due criteri. La Parte 3 “Il caso degli “epigoni”  sarà dedicato agli articoli che riguardino le questioni non ancora studiate relative all’ulteriore uso dei libri di testo antichi dopo la fine dell’Antichità stessa.

Preghiamo gli interessati di comunicarci la loro volontà di diventare direttori esecutivi o autori di un numero, inviando il tema previsto e il volume del materiale in fogli di stampa. Non è previsto alcun pagamento per la pubblicazione. Vi preghiamo di fare attenzione al fatto che la redazione della rivista invia i materiali cartacei agli autori e ai membri del collegio redazionale e non diffonde la rivista per abbonamento. Ogni autore può ricevere il proprio esemplare presso la redazione.